Leggo spesso il post.it, e oggi capito in questo articolo che pubblicizza questo atlante, per chi volesse è possibile acquistarlo al prezzo di 16€.

In questa serie di info-grafiche, molto belle, qualcuna forse proprio al limite della comprensione, vengono paragonati gli stipendi di politici italici e quelli degli altri paesi europei, oppure vengono descritti i costi dei privilegi dei deputati e dei senatori, oltre che a mostrare cose a mio avviso veramente incomprensibili: come il costo dell’assistenza sanitaria per gli onorevoli e per le loro famiglie! Io non ho mai capito nemmeno perché la famiglia di un ferroviere potesse viaggiare a scrocco, figuriamoci se posso comprendere il perché un onorevole dovrebbe avere una copertura sanitaria diversa dalla mia e per una sorta di aura magica questa si estende anche ai suoi familiari.

Detto questo, va anche detto che i costi della politica sono l’argomento fulcro di qualunque cosa abbia a che fare con la parola “politica” negli ultimi 15-20 anni, secondo un crescendo martellante e ormai veramente invadente. Parlano di “casta” e di “costi della politica” i giornali, i libri, le trasmissioni televisive di ogni sorta, dal talkshow mattutino a quello pomeridiano, da quello di infopolitainment a quello di gossip. Da “striscia la notizia”, a “le iene”, da “zelig” a “porta a porta”.

Oltre al problema della sproporzione dell’attenzione in base al suo “peso assoluto” nell’argomento molto serio che sono i costi dello stato, si aggiunge il problema che per la tracotanza e la criminale ingordigia di pochi, viene colpita tutta l’intera classe politica, fatta di amministratori seri, di gente che si mette veramente al servizio del bene comune. Questo gioco mediatico che si avvita su se stesso e si ingrossa ad ogni giro, genera un nemico su cui scagliare le frustrazioni di una vita, facendo tacitamente il vantaggio di chiunque riesca a sottrarsi all’etichetta di “politico”, anche se a tutti gli effetti fa politica, quindi è un politico. (Per un approfondimento di questo ragionamento consiglio questo articolo)

Negare l’odiosa realtà di emolumenti esorbitanti e privilegi scandalosi è ovviamente sbagliato, e offensivo per chiunque viva delle difficoltà economiche, ma ingigantire l’esposizione di questo argomento rendendolo il principale argomento richiamato automaticamente nel pensiero degli elettori, non appena si pronuncia la parola “politica”, ha il principale scopo di far cessare qualsiasi discussione politica che si occupi di altro. E sono ormai decenni che questo gioco è sempre perfettamente riuscito e che il problema degli emolumenti esorbitanti e dei privilegi scandalosi non è mai stato risolto.

Dal mio personale punto di vista l’argomento andrebbe affrontato secondo una lineare azione: richiedendo una seria riforma in merito ai partiti. Seria, non vendicativa! Seria, cioè che tenga conto con equilibrio, delle necessità e delle funzioni, che sia elaborata, motivata e discussa; è molto più semplice di quanto si pensi, basta far riferimento alla media europea, adattandola alla realtà territoriale con parametri (numero di abitanti, conformazione ed estensione del territorio, mantenimento di uno standard di operatività controllabile con una vera trasparenza dell’attività politica e amministrativa.

Quindi far valere la più potente arma in mano ai cittadini che si sentono tali, il voto.

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