Archivi per il mese di: dicembre, 2011

Qualche anno fa, mi capitò di vedere questo bellissimo spot andato in onda sulla tv americana NBC, dopo averlo visto, quasi commosso, mi sono portato dietro per molti anni un desiderio molto forte di visitare Torino.

Il nostro paese possiede il 50% del patrimonio artistico/culturale/storico dell’intero pianeta, o perlomeno così dicono. Tanti e tanti posti meravigliosi da visitare, in cui rivivere epoche e suggestioni, forse troppi, chissà.

Con un tale potenziale, il nostro paese dovrebbe vivere di rendita puntando sul turismo. Ovvio, non sto dicendo che dobbiamo diventare tutti albergatori, ma perlomeno dovrebbe essere il paese all’avanguardia nel settore. Il paese dove meglio vengono organizzati i distretti turistici, i pacchetti che colleghino al meglio le nostre più belle città, l’apparentamento con i migliori tour operator di tutto il mondo, l’uso massiccio del web sia per la promozione che per la prenotazione etc etc.

L’Italia dovrebbe essere il paese che fa scuola, per l’accoglienza, per l’ampia varietà delle possibilità che l’industria del turismo dovrebbe offrire, purtroppo così non sembra, perlomeno a giudicare dalla puntata di Report di qualche settimana fa.

Il Bel Paese dovrebbe essere anche, all’avanguardia nella comunicazione di questo settore, con investimenti corposi che siano mirati a scopi precisi.

Purtroppo, fin ora, l’egocentrismo di qualcuno e la forte tentazione di sfruttare l’occasione a proprio vantaggio politico, hanno creato tremendi spot che con la promozione del turismo italiano non avevano nulla a che fare.

Pensandoci ci si accorge, tra l’altro che nemmeno lo scopo di valorizzare il politico protagonista è stato centrato. Doppio fallimento.

Io voglio andare a Torino… e voi?

Sto iniziando a scrivere questo post, e non sono ancora molto certo di cosa voglio realmente scrivere. Grazie a Cornelia Violentilla scopro un grande Designer italiano, un artista, fondamentalmente un architetto. (per sua stessa ammissione)

Leggo un tweet dove la Cornelia Violentilla aveva semplicemente scritto “Un genio…” e poi aveva inserito il video che potete vedere qui sotto.


La mia curiosità mi spinge ad approfondire e anche se di sonno ve n’è in abbondanza, non resisto.

Clicco, leggo e scopro che questo incredibile signore già prima del 1969 aveva pensato che la tecnologia sarebbe stata così presente nella nostra vita che non poteva essere, grigia, brutta, visivamente e tattilmente inumana.

Creo così molti oggetti (macchine da scrivere, calcolatrici, elaboratori) per quella grande azienda italiana che fu la Olivetti. Uno dei suoi capolavori fu la macchina da scrivere Valentine qui sopra.

A questo punto mi vengono in mente tutte le persone (me compreso) che, parlando della Apple e di Steve Jobs, affermano che uno dei suoi grandi meriti sia stato quello di comprendere come la bellezza di un oggetto che usiamo quotidianamente sia importante tanto quanto la sua funzionalità, la sua efficienza, l’utilità etc. etc. Ed è proprio l’aver avuto questa intuizione che gli permise di dar vita a quel brand che ormai è una vera e propria religione.

Capiamoci, come ho già scritto qualche riga fa, io stesso ho detto più volte quella cosa su Steve Jobs. Non solo, questo stesso post è scritto con un MacBook e solo l’ora tarda fa stare tranquillo il mio Iphone.  Ritengo che i prodotti Apple non siano solo dei bellissimi oggetti, ma siano anche di grandissima qualità e che abbiano anche tante altre caratteristiche che li rendano veramente meravigliosi. Quello che sto dicendo è che Steve Jobs non ha avuto quell’intuizione geniale che permise a Sottsass di disegnare la Valentine, l’ha semplicemente riproposta molti anni dopo.

Nel 1979 la Olivetti fondò l’Olivetti Advanced Technology Center (ATC) a Cupertino, in California, proprio a due passi dalla Sede della Apple fondata appena 3 anni prima.

Chissà magari in un bel giorno di sole californiano quel capellone di Jobs era uscito a fare due passi per schiarirsi le idee, quando venne attirato dal ticchettio di una macchina da scrivere su cui un brillante ingegnere dell’Olivetti Advaced Technology Center stava scrivendo una sua relazione godendosi il venticello che soffiava dalla baia di San Francisco, si avvicinò e garbatamente lo lasciò concludere la sua relazione, dopo di che, ci scambiò due battute di circostanza prima di dirgli: “hai una bellissima macchina da scrivere, come si chiama?” ma questa è un’altra storia…

Oggi, come spesso mi è accaduto in passato, ho aiutato uno dei miei 2 fratelli a studiare. Oggi toccava al mio fratello più piccolo (2° superiore), che per ironia della sorte si trova a studiare lo stesso argomento dell’altro mio fratello mezzano (Università). Un argomento, che spolverando un po’ i ricordi del passato, ancora conosco in maniera discreta: DNA e Sintesi Proteica.

Dopo un po’ che cerco con difficoltà di dar massa a dei concetti, che puoi immaginare solo se possiedi una grande dose di immaginazione o se fin da piccolo eri affascinato dai laboratori di scienze, con tutti quei modellini di organi, cellule e molecole, penso che il problema sia proprio nel non riuscire a vedere quel che si legge.

Per avere conferma che il problema nasceva dalla difficoltà di immaginare quello che io cercavo di descrivere a parole e facendo gesti al limite dell’osceno, ho chiesto a mio fratello di provare a disegnare quello che stava leggendo… Niente, non ci si avvicinava nemmeno un po’ alle immagini che passavano nella mia mente. A quel punto ho pensato a quello che mi aveva detto il mio amico Giulio, qualche sera fa: cioè che ultimamente non parlo mai di nulla che non sia corredato da un link!

MA CERTO! ORA C’E’ IL WEB!

E così tutto è diventato semplice: per me e per loro, (alla fine anche il mezzano s’è unito capendo meglio dei passaggi che gli serviranno per il suo esame di biologia).

Morale della storia: il Web è umano, troppo umano!

Può essere buono, cattivo, interessante o noioso, può intontirti di pornografia o farti passare nottate intere a guardare una puntata dietro l’altra della tua serie preferita, può anche farti raggiungere vette di conoscenza tecnica e pratica in qualunque campo. La differenza, al solito, è nel chi cerca: se sei una brutta persona il web non ti renderà migliore, se sei una bella persona, sul web saprai cercare cose molto interessanti che ti renderanno ancora più interessante. Demonizzare il web è cercare una scusa per non demonizzare noi stessi.