Archivi per il mese di: gennaio, 2012

Sicuramente avrete visto il nuovo spot della Fiat. Uno spot oggettivamente molto bello, evocativo, ben girato, con una musica coinvolgente e un discorso che fa venire voglia di alzarsi in piedi e dire: “si! E’ vero! E’ così! Siamo tutto e il contrario di tutto, ma quando il gioco si fa serio sappiamo tirare fuori il meglio di noi, perché in fin dei conti siamo Italiani!”

Questo spot è stato chiamato “Manifesto”, e non è un caso, ma di questo scriverò tra poco.

Forse non sapete che questo spot è praticamente identico ad un altro spot, quello della Jeep confezionato per gli Stati Uniti. Stesso spot, stesso stile, stessa musica, testo diverso, auto diversa.

Lo spot della Jeep cerca di vendere un’auto di fascia medio alta, lo spot della Fiat vende un ordine di pensiero; è un manifesto politico, è un inno a risollevarsi tutti insieme nel nome dell’orgoglio nazionale! Lo sappiamo tutti che c’è un’Italia pittoresca e derisa, e un’Italia cool e all’avanguardia, e da che parte siamo noi? Facile rispondere no? Cosa centra tutto questo con la Nuova Panda? Nulla, però quanti di voi non hanno pensato a quell’imprenditore italiano che da un po’ di tempo a questa parte parla spesso di…SPIRITO!?

Lui si chiama Claudio Cerra, e fa lo steward per la EasyJet. Il suo lavoro è molto importante anche se solitamente si basa nella ripetizione uguale e noiosa di messaggi standard allo scopo di illustrare le informazioni di sicurezza per i passeggeri. Claudio è un innovatore, un “rompi schemi”, e un bel giorno ha deciso che sebbene tutta quella noia e quel formalismo era sciocco e inutile, in fondo nulla gli vietava di tentare di essere meno noioso nel suo lavoro, a parte la paura di essere ripreso da un superiore ottuso, qualcuno insomma che prediliga il formalismo all’efficacia della comunicazione. Perché, duole ricordarlo, ma la fruizione, è altrettanto importante.

Claudio, con coraggio, ha iniziato a dare le stesse informazioni di sempre ma in maniera divertente, il risultato? Molte persone che solitamente nemmeno ascoltano i messaggi degli steward ora lo ascoltano davvero, e grazie alla rete è bastato molto poco per far si che il fenomeno diventasse virale, un guadagno in pubblicità non da poco per la EasyJet, e per Claudio, che si è meritato il suo quarto d’ora di notorietà, e io spero un bell’aumento!

Questa storia, all’apparenza banale, è un interessante spunto per capire che l’essere ingessati e formali, nella comunicazione, paga molto raramente.