Nel giorno del cambio della guarda all’Eliseo, vorrei affrontare una questione che credo non avrà mai un epilogo definitivo: la forma è sostanza? O è la sostanza a decretare la forma?

Parliamo di filosofia? No, parliamo di frivolezze, come ad esempio l’essere di bassa statura.
Nicolas Sarkozy verrà ricordato per molte cose, positive e negative, tra queste probabilmente anche per la sua ossessione per la sua bassa statura.

Un metro e sessantanove centimetri di altezza non sono certo moltissimi, ma viene da chiedersi se siano un parametro così importante nella valutazione di un politico del suo rango, e qualcuno si risponderà che l’altezza non è affatto un parametro per valutare la capacità di un politico.

A quanto pare però, difficilmente Sarkò sarebbe d’accordo con questa affermazione. La sua ossessione per la bassa statura lo ha spinto in questi anni a scelte al limite del ridicolo: come fare interviste arrampicato su rialzi improvvisati, o indossare dei vertiginosi tacchi.

Insicurezza: Amico, sei il Presidente della Francia,
e tua moglie è uno schianto! Sul serio, va tutto bene!

La forma è sostanza? Conta più il contenuto o come viene presentato? Ovviamente la risposta non è semplice, e sicuramente la verità non si trova da una sola parte. Quello che va detto è che Sarko scelse di mascherare ciò che lui considera un grave difetto, non rendendosi conto di aggravarlo. Bisogna sempre considerare il messaggio che si manda facendo una scelta, in questo caso ci sarebbero state tre possibili strade da percorrere:

1. Quella fatta dal Presidente Sarkozy: scegliere di nascondere la propria statura, rendendosi ridicoli e mandando un messaggio di forte debolezza, ed insicurezza. Nel “meme” qui sotto possiamo notare come questo venga chiaramente colto da qualche simpatico osservatore sul web (ho giurato di non utilizzare più l’espressione “popolo del web”)

2. Accettare la propria statura, senza cercare di nasconderla.Al massimo ometterla, semplicemente tenendola fuori dal discorso. Il rischio è che il politico che faccia questa scelta razionalmente poi non sia in grado di gestirne la parte irrazionale. Ad esempio l’essere permaloso potrebbe giocare brutti scherzi. Gli avversari, conoscendo questo aspetto, potrebbero picchiare giù duro sull’argomento (oggettivamente sciocco) per scatenare una reazione incontrollata (oggettivamente seria e preoccupante).

3. La scelta migliore è sempre quella di rilanciare: rendere quello che sembra un difetto in un’occasione. Sarko avrebbe guadagnato molti punti se avesse scherzato sulla sua statura all’inizio dei comizi, ad esempio facendosi preparare delle battute da usare qualora ve ne fosse stata l’occasione (magari proprio per rispondere ad un attacco velenoso da parte di un avversario, o di un commentatore avverso, o di un comico. Certo, tutto questo è legato alla capacità o meno di un leader di saper ridere di se stesso, altrimenti si rischierebbe il boomerang.

Di una cosa sono certo: Nicolas continuerà a far uso di tacchi fuori misura anche al di fuori delle sue apparizioni pubbliche dovute alla politica, e questo ci spiega molto sull’impossibilità di adattare dei comportamenti formalmente corretti su di un politico ignorando la sua naturale personalità.

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