Archivi per il mese di: settembre, 2012

Ieri si è dimessa Renata Polverini, dopo gli scandali sui finanziamenti a pioggia ai consiglieri della Regione Lazio, si chiude una delle più oscene pagine politiche degli ultimi anni. Oscena non solo per gli scandali, ma anche per i toni, lo spessore culturale dei propri attori, il livello scandaloso della gestione della cosa pubblica.

Tornando indietro alle elezioni regionali del Lazio, penso alla sfida Polverini/Bonino, che si è risolta con la vittoria della prima nonostante l’esclusione della Lista del PDL per gravi irregolarità nella presentazione delle stesse.

Sulle motivazioni della vittoria della Polverini se ne sono lette e dette di tutti i tipi, più sulla sconfitta di Emma Bonino in realtà: “Non era appoggiata dalla componente cattolica del PD”, “Era contemporaneamente candidata anche in Lombardia”, “Non era di fronte alla sfida della vita come la Polverini” etc.

Molto meno si è potuto leggere sulle componenti che hanno portato alla vittoria di Renata Polverini, una su tutte, la collaborazione di uno dei maggiori “Spin doctor” italiani Claudio Velardi. Ho avuto modo di parlare con lo stesso Velardi a proposito della campagna della Polverini, e da un punto di vista squisitamente tecnico, credo che abbia fatto un ottimo lavoro, da grande professionista qual è.

Dall’esplosione dello scandalo Fiorito/Batman mi chiedo però se in un piccolo spazio remoto dentro di se, Claudio Velardi, non si senta un po’ in colpa.

Se la Polverini vinse contro la Bonino, parte del merito è anche suo, quindi se la Polverini è stata per due anni e mezzo alla guida della Regione Lazio, fino portarla a quello che lei stessa definisce uno “sfracellamento” un minimo di responsabilità Velardi forse la ha.

Va considerato che, come insegna lo spassoso dialogo tra i protagonisti di “Clerks”, ogni scelta professionale comporta una scelta etica, che può mettere a repentaglio noi stessi.

Io credo Velardi che non si senta affatto in colpa.

Lo credo perché secondo il mio parere all’80% non deve sentirsene: il suo è un lavoro da professionista che viene pagato per una prestazione ben precisa, non spetta a lui porsi questioni etiche e morali sulle conseguenze politiche sociali di una vittoria del proprio cliente. Al pari di un avvocato, si può scegliere di difendere o meno un cliente, basandosi sulle proprie convinzioni, e questa scelta dovrebbe riguardare solo la proprio coscienza e non il giudizio della pubblica opinione.

Credo che però un 20% di quel senso di colpa venga in realtà cancellato per rimozione psicologica e auto-convincimento sulla maggiore importanza di quel’80%.

In questi giorni mi sto interessando molto a Matteo Renzi, sto cercando di capirne di più, ascolto ciò che ha da dire e cerco di cogliere le impressioni delle folle che lo aspettano piazza dopo piazza. (Perché le folle ci sono, inutile far finta di no).

Su di Renzi, politicamente parlando, si sono scatenati tutti i “velenosi” commenti possibili, ed io rimango piuttosto sconvolto nell’osservare la scarsa capacità di apprendimento che dimostra la maggior parte del centrosinistra. Demonizzare Berlusconi non servì (anzi) e allo stesso modo demonizzare Renzi in questo momento sta ottenendo l’effetto contrario al voluto, di nuovo.

Tra i vari commenti che ho letto, c’è anche quello molto interessante della Professoressa Giovanna Cosenza, la quale sottolinea il parallelismo tra le scelte comunicative operate da Renzi con quelle già viste oltre oceano. Insomma la campagna di Renzi sembra il solito banale copia incolla delle campagne elettorali Americane (di Obama soprattutto), con qualche eccezione per il Sindaco di Firenze, che vi invito a leggere. (Dove ho anche postato il mio punto di vista.)

Mi ha colpito leggere un commento al post della professoressa. Il lettore analizza, criticandola, la scelta del payoff “Adesso!”, non sono molto d’accordo con il commento, perché io credo che quel payoff sia molto efficace, dà soddisfazione ad una sgradevole sensazione che penso molti, in Italia provino: siamo stanchi di aspettare.

La cosa curiosa, è che questo commento mi ha ricordato uno dei momenti secondo me più belli, e al tempo stesso più geniali, del film “Berlinguer ti voglio bene” di Roberto Benigni.

Ecco, senza mancare di rispetto a nessuno, né tanto meno fare paragoni assurdi, in quel “ADESSO!” di Renzi io un po’ ci vedo quel “VIA!” tanto sperato da Benigni.

Ieri sera al programma “In onda” su La7 è stata trasmessa l’intervista al consigliere regionale del M5S Giovanni Favia, per chi se la fosse persa la ripropongo qui.

Anni fa, durante la stesura della mia tesi di laurea “Populismo e antipolitica Beppe Grillo e il Movimento 5 stelle”, intervistai il Consigliere regionale Giovanni Favia, che mostrava ben più fiducia nei meccanismi di democrazia interna del M5S.

Colgo l’occasione per riproporla qui nel Blog, giudicate voi.

L’intervista al Consigliere Giovanni Favia

STRUTTURA DEL MOVIMENTO

D) Com’è strutturato il Movimento 5 Stelle? Solo attraverso il Blog? (come è scritto nel non-statuto / regolamento) o esistono delle strutture territoriali che si occupano dell’organizzazione interna? e se si, esiste una scala gerarchica di qualche tipo?
R) Una cosa è il Movimento 5 Stelle su scala nazionale, i cui principi sono nel non-statuto, e il Movimento nelle delle varie realtà territoriali, ad esempio in Emilia-Romagna e in Piemonte, oltre che nei tanti Comuni dove siamo stati eletti. Le strutture che abbiamo sono tutte di tipo volontaristico, hanno dei referenti, e sono normalmente usate per organizzare eventi, assemblee o raccolte firme. Non ci sono gerarchie, ma funzioni. I vari referenti sono stati tutti eletti nelle assemblee degli “attivi”.

D) Chi o come vengono scelti i candidati? Sono espressione esclusiva dell’esperienza attiva del meet-up? Oppure possono comprendere anche personalità che non hanno mai “militato” nel gruppo dei meet-up?
R) I candidati vengono scelti fra gli “attivi”, ovvero coloro che hanno partecipato ad un certo numero di attività del Movimento dando il proprio contributo. Sono eletti direttamente per votazione dagli altri Attivi.

D) Da chi viene redatto il programma esposto durante la campagna elettorale? E se è approvato per votazione, chi partecipa al voto?
R) Il programma viene redatto dall’intelligenza collettiva, attraverso il confronto reale (assemblee) e virtuale (internet). Una volta redatto è perciò già adottato e condiviso.

 

RELAZIONI POLITICHE DEL MOVIMENTO CON BEPPE GRILLO

D) Quali sono le relazioni politiche del movimento con Beppe Grillo?
R) Possiamo parlare personalmente. Abbiamo un rapporto umano di confronto e dialogo, ma spesso non parliamo nemmeno di politica. Si fida di noi.

D) E’ corretto, a suo avviso, considerare Beppe Grillo il leader del Movimento?
R) Direi più che altro il leader carismatico. Lui è stato il detonatore, ma la dinamite la mettono i cittadini che ogni giorno lavorano per strada e nelle assemblee.

D) Quanto, secondo lei, Grillo è interessato a guidare il movimento come leader politico?
R) Credo non lo sia affatto. Mi pare che quest!ipotesi non esista, e venga agitata da chi ha paura del Movimento per screditarlo.

D) Secondo il non statuto / regolamento del movimento, all’articolo 3 Grillo è nominalmente il titolare dei diritti d’uso del contrassegno, questo equivale a considerare che Grillo ha potere discrezionale nel decidere chi può candidarsi?
R) Non esiste partito o associazione dove il logo possa essere indiscriminatamente usato da chiunque, non vedo lo scandalo. Comunque i nostri principi cui devono rispondere i candidati ce li abbiamo ben chiari: è quella la discrezionalità cui facciamo riferimenti, senza veti da parte di nessuno. 

 

LA BASE DEL MOVIMENTO

D) Da chi è composta la base del movimento 5 stelle? Dagli iscritti al blog beppegrillo.it? Da chi è iscritto ai Meet up? Da chi non solo è iscritto, ma partecipa fisicamente alle riunioni e alle attività dei meet-up?
R) L’iscrizione è un primo passo, ma non basta. Bisogna contribuire con le proprie idee e, anche, le proprie critiche. La base sono tutte le persone che contribuiscono a fare crescere il Movimento: non avendo alcuna tessera consideriamo l’essere attivi un segnale di adesione.

D) Nell’ultimo periodo sembrano essersi verificati episodi di conflittualità tra la base e Grillo (come scritto da l’Espresso: Il caso della Base del movimento a Napoli, o il caso che la riguarda direttamente: le polemiche con la base di Modena). E’ così o si tratta di montature della stampa?
R) Il caso di Modena lo conosciamo molto bene, e in tantissime occasioni abbiamo già spiegato come sia andata. Il caso di Napoli non lo conosco. In generale, siamo molto giovani e in crescita. Può capitare che delle persone che non hanno la pasta per fare parte del Movimento vogliano salire sul carro.. Non sempre è facile individuarle e fermarle prima che facciano guai. Dobbiamo sempre stare molto vigili.

 

ALLEANZE

D) Il Movimento 5 Stelle si è sempre presentato da solo alle elezioni, una scelta di circostanza, limitata agli attuali partiti politici, oppure una scelta di principio che prescinde dagli altri attori politici?
R) Parlare per utopie è inutile. Nell’Italia del 2010 non è possibile pensare ad alleanze: la classe politica è inadeguata. E’ quella che ci ha condotti nel tunnel dove siamo e non può pretendere di essere sempre lei a condurcene fuori.

D) Quali sono i rapporti del Movimento 5 Stelle con gli altri movimenti? Ad esempio con il movimento denominato Popolo Viola?
R) Guardiamo con interesse a tutti i movimenti che vengono dai cittadini, perché crediamo che la politica debba tornare proprio nelle mani della gente, e non di professionisti che badano solo a fare carriera. 

 

POPULISMO E ANTI-POLITICA

D) L’azione politica di Beppe Grillo, e quindi del Movimento 5 Stelle che si rifà al comico genovese, viene spesso tacciata di populismo e/o di essere espressione della così detta anti-politica. Come può commentare questa affermazione?
R) E’ un’etichetta che ci attribuiscono da sempre per paura ed ignoranza. La paura deriva dal fatto che quando uno di noi entra in un Consiglio Comunale, Provinciale, Regionale o in Parlamento… Salta il banco perché entra tutto il Movimento. Siamo il granello di sabbia nel loro ingranaggio perfetto di collusione fra politica e affari alimentato sulle spalle della gente. Dico anche ignoranza, perché se avessero l!umiltà di andare a leggere il nostro programma troverebbero tantissime proposte concrete, realizzabili e intelligenti per migliorare le cose. Noi abbiamo portato in Regione, ad esempio, il tema dei costi della politica e adesso tutti ci vengono dietro, tentando goffamente di appropriarsene. Oppure, ancora, la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, che un paio d!anni fa quando proponevamo veniva additata come folle: ora sempre più Comuni la adottano. O l’uso delle energie rinnovabili, dei prodotti locali… Solo chi è pigro o in malafede può additarci come anti-politici: noi vogliamo il ritorno della politica vera, e per questo abbiamo rinunciato, unica forza politica nella storia d’Italia, ai rimborsi elettorali – sia in Piemonte che in Emilia-Romagna. Parliamo di 1,7 milioni di euro. Perché per fare politica servono cittadini con idee e energia, passione e volontà. I soldi devono starne fuori. Quale altro partito lo fa? Nessuno.