In questi giorni mi sto interessando molto a Matteo Renzi, sto cercando di capirne di più, ascolto ciò che ha da dire e cerco di cogliere le impressioni delle folle che lo aspettano piazza dopo piazza. (Perché le folle ci sono, inutile far finta di no).

Su di Renzi, politicamente parlando, si sono scatenati tutti i “velenosi” commenti possibili, ed io rimango piuttosto sconvolto nell’osservare la scarsa capacità di apprendimento che dimostra la maggior parte del centrosinistra. Demonizzare Berlusconi non servì (anzi) e allo stesso modo demonizzare Renzi in questo momento sta ottenendo l’effetto contrario al voluto, di nuovo.

Tra i vari commenti che ho letto, c’è anche quello molto interessante della Professoressa Giovanna Cosenza, la quale sottolinea il parallelismo tra le scelte comunicative operate da Renzi con quelle già viste oltre oceano. Insomma la campagna di Renzi sembra il solito banale copia incolla delle campagne elettorali Americane (di Obama soprattutto), con qualche eccezione per il Sindaco di Firenze, che vi invito a leggere. (Dove ho anche postato il mio punto di vista.)

Mi ha colpito leggere un commento al post della professoressa. Il lettore analizza, criticandola, la scelta del payoff “Adesso!”, non sono molto d’accordo con il commento, perché io credo che quel payoff sia molto efficace, dà soddisfazione ad una sgradevole sensazione che penso molti, in Italia provino: siamo stanchi di aspettare.

La cosa curiosa, è che questo commento mi ha ricordato uno dei momenti secondo me più belli, e al tempo stesso più geniali, del film “Berlinguer ti voglio bene” di Roberto Benigni.

Ecco, senza mancare di rispetto a nessuno, né tanto meno fare paragoni assurdi, in quel “ADESSO!” di Renzi io un po’ ci vedo quel “VIA!” tanto sperato da Benigni.

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