Dopo le esternazioni di Guido Barilla chiunque si occupi di comunicazione si è chiesto come avrebbe affrontato quell’immenso terremoto comunicativo che ne è seguito.
La Barilla o chi per lei, ha deciso di chiedere scusa con la seguente immagine e con una lettera di chiarimento sul sito ufficiale.
Personalmente credo che questo sia il minimo sindacale. Io spero che una grande azienda come Barilla, che in passato ha scritto pagine di marketing molto interessanti*, stia preparando uno spot che sappia ribaltare la situazione andando a centrare uno dei “must” della comunicazione: “trasformare un problema in una opportunità”. (In alternativa non faranno nulla, lasciando che cada il silenzio intorno a questo brutto inconveniente, ma tra petizioni e boicottaggi internazionali questo scivolone del Presidente rischia di costare tantissimo all’azienda.)

Quello che impressiona è come una grande azienda come la Barilla (ma per esempio anche come Patrizia Pepe o Abercrombie & Fitch) spesso sembri completamente impreparata a reagire ad una cosiddetta crisi di comunicazione, ovviamente non è così, cioè non sempre.

Quando si genera una crisi di comunicazione la polemica monta in poco tempo ed i meccanismi di diffusione tipici della rete espande il problema a macchia d’olio. Aginare la cosa spesso è impossibile, se non controproducente e trasformare quel problema in una opportunità richiede: tempo, talento, risorse, e molto spesso un’ammissione di aver sbagliato da parte dell’azienda.

Tutte cose molto difficili da realizzare in poco tempo soprattutto mentre i propri competitors fanno “instant marketing” banchettando sulle macerie del disastro:

Un esempio interessante di risposta tempestiva e molto efficace è quella della Next Media Animation che ha risposto in pochissimo tempo al video molto simpatico della sua ex dipendente Marina V. Shifrin che per lincenziarsi aveva deciso di fare questo video:

La risposta dell’ufficio è stata tempestiva e perfettamente calibrata, l’azienda infatti ha rispedito al mittente il video rifacendone un altro a sua volta, cercando di riabilitare la company reputation mostrando i benefit per i dipendenti e molta auto-ironia:

Senza entrare nel merito dei motivi che hanno spinto la Shifrin a licenziarsi in questo modo un po’ vendicativo (che ci faceva in ufficio alle 4:00 di mattina per esempio) l’unica critica che si può muovere alla video risposta dell’azienda è quella di non essere stata originale, ma l’originalità non è tutto.

In tutta questa storia c’è anche chi c’ha guadagnato a sua insaputa (e già capita anche questo) sto parlando ovviamente di Kanye West autore della colonna sonora di questi video virali.

*(tra tutti ricordiamo l’innovativo caso di Co-Creazione con il progetto “Il mulino che vorrei”. Per degli approfondimenti: qui o qui oppure su “Marketing non-convenzionale” di Cova,Giordano, Pallera.)

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