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AVVERTENZA: Questo post è leggermente più lungo del solito, perché ho avuto l’onore di intervistare l’ideatore di una pagina facebook fantastica e di tutto quello che vi ruota attorno, scriverne di meno non sarebbe stato possibile né tantomeno giusto, buona lettura.

Chi per ragioni di lavoro o anche solo per cercare di pubblicizzare la propria passione si addentra nel mondo dei socialmedia, scopre ben presto che ottenere un “like” o una condivisione non è così facile come sembra.

vola basso nininCi sono dei classici errori che un approccio “fai da te” immancabilmente sconta: uno su tutti è quello di far confusione tra profili e pagine. Capita infatti di vedere attività commerciali oppure organizzazioni che aprono profili Facebook invece che pagine, questo oltre che a violare palesemente il regolamento di Facebook è uno degli errori più grossolani. A volte chi apre un profilo invece di una pagina lo fa scientemente perché crede che l’amicizia ottenuta da un contatto sia più duratura e più facile da ottenere che un “like” sulla propria pagina.

In realtà chiedere l’amicizia ai potenziali clienti è il modo migliore per scocciarli.

Per ottenere “like” da parte dei vostri clienti (o fan), soprattutto nei momenti iniziali, bisogna tener presente di molte cose. Se mi chiedessero di considerarne una sola io consiglierei sempre di mantenere il contatto con la vita reale, con quello che ogni giorno fate concretamente off-line, invece di cercare a tutti i costi di attirare e attrarre. Siate sinceri, raccontatevi.

Internet è importante, ma non è il sostituto della realtà.

L’efficacia dei vostri post è insita in un continuo intreccio tra off-line e on-line, quello che fate nella vostra giornata deve entrare nel social media. Quello che costruite, cioè il vostro network sociale, deve in qualche modo concretizzarsi con la vita reale che vivete fuori dalla rete.
Per riuscire a far questo è importante che teniate presente un altro concetto: la Cross-medialità.
Essere Cross-mediali significa comunicare utilizzando forme diverse: audio, video, scrittura, immagini.. ed inoltre tutti questi formati differenti devono ibridarsi, devono entrare in contatto ed influenzarsi, per certi versi fondersi senza perdere la propria peculiarità.

In questo post vi voglio presentare un caso di successo che rappresenta perfettamente questa “ibridazione” tra forme diverse, mondi diversi, epoche diverse.

quilly

La settimana scorsa ho avuto il piacere di intervistare Simone “Quilly” Tranquilli che insieme a Leonardo Barucca e Andrea Scaloni ha fondato “Gent’d’S’nigaja”, una pagina facebook che nonostante si possa considerare “di nicchia” vanta quasi 6000 “like” su facebook e una fantastica interazione reale/virtuale: basta solo dire che i loro “meme” sono usciti dalle bacheche di Facebook per diventare quadri appesi nei principali locali di Senigallia, perché tutto nasce da qui.. da Senigallia.

Quadri

Senigallia è una cittadina di mare della provincia di Ancona nelle Marche, famosa per aver dato i natali al Papa con il pontificato più lungo dopo quello di Pietro, per il CaterRaduno di Radio2, per la spiaggia di velluto e  per il mega raduno anni ’50 conosciuto come Summer Jamboree.
“Quilly” mi spiega che il dialetto Senigalliese è l’ultimo avamposto del dialetto gallo-italico ereditato dai Galli di Brenno che sconfisse nel 300 a.C. i Piceni e che poi dopo aver messo a ferro e fuoco Roma tornò a stabilirsi nelle zone intorno Senigallia fino alla Battaglia del Sentino.

In questa cartina dell’area cispadana, la zona di diffusione del dialetto galloitalico marchigiano è quella colorata in rosa scuro con la dicitura “IVg – Marchigiano Settentrionale”.

Simone “Quilly” è un collage di eclettismo, intraprendenza e simpatia, ma non solo, è anche un edicolante del lungo mare della splendida Senigallia.
Mescolando intuizione, attenzione grafica e una naturale inclinazione per l’ironia ha saputo creare un caso di successo in poche “semplici” mosse.

Mi racconta che la nascita del primo “meme” nasce proprio da una telefonata col suo medico mentre casualmente stava vedendo un’immagine del Dottor House, da li in poi non si è più fermato.

house

La pagina Gent’d’S’nigaja conta un traffico che si aggira intorno ai 1000 “ne parlano”, per ottenere questo risultato il segreto è nell’aggiornamento costante e nella curiosità di sperimentare nuove possibilità cross-mediali.

Il trio infatti non si è limitato a deliziare il web con “meme” esilaranti e poesie dialettali, ma ha sapientemente portato la sua azione dal mondo reale in rete con video delle loro performance live di reading di poesie vernacolari, oppure facendo l’inverso, cioè far uscire l’on-line nel mondo reale, con magliette e felpe irriverenti o altri divertenti oggetti di culto.

felpe
Questa incredibile fertilità creativa ha saputo generare un Brand che le persone amano mostrare per condividere la propria appartenenza ad una comunità locale e dialettale come quella Senigalliese, non importa se è per nascita o per il legame che in anni di villeggiatura estiva si è creato, chiunque si senta legato a Senigallia ora può dichiararlo al mondo con la maglietta di Gent’d’S’nigaja ed entrare a far parte della “Gent’d’S’nigaja around the world” ovvero l’album dei fan che si fanno fotografare in giro per il mondo con le magliette di Gent’d’S’nigaja.

CNN

Il segreto di questo fenomeno è anche nel perfetto connubio tra valore locale e mezzo globale.
Il dialetto in rete funziona perché come direbbero i sociologi è la quinta essenza del Glocale, cioè della fusione tra un elemento distintivo e percepito come un valore positivo locale catapultato ed espresso su scala globale grazie ad un mezzo (media) globale come la rete internet.

Gent’d’S’nigaja è anche un blog in continua evoluzione, dove a breve dovrebbe nascere anche una sezione e-commerce richiestissima da chi segue la pagina dall’estero e non può passare all’edicola di Quilly per accaparrarsi l’ultima trovata.

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Articolo apparso nella cronaca di Senigallia del “Corriere Adriatico”

Gent’d’S’nigaja si fa anche promotrice di iniziative di importanza sociale o di attività commerciali che valorizzino il territorio, tra le ultime ricordiamo “Senzanbocch“, un mercatino del baratto e micro-baratto ben raccontato da “Quilly” in persona in questo video.

Senegal

Tutto ciò è nato negli anni, spontaneamente con passione e dedizione.

Il caso di Gent’d’S’nigaja ci insegna che se c’è autentica passione e sincerità intellettuale, questa verrà esaltata da una sapiente attività sul web, se invece le attività che si vanno a generare vengono pensate esclusivamente come mezzi per ottenere qualcos’altro la loro efficacia sarà nulla o addirittura negativa.

Ho già parlato in un altro sito di web series, è un argomento che mi affascina molto, lo ritengo un po’ una sorta di piccolo manifesto pratico dell’anti-fannullonismo! Perché le web series sono la dimostrazione che ci sono tantissimi giovani talenti che potrebbero innalzare di botto la qualità delle cose agghiaccianti  che passano nella nostra tv, e che rimangono agghiaccianti per 2 motivi:

1)la mancanza della meritocrazia che fa lavorare il figlio del notabile di turno al posto di uno bravo sul serio,

e

2) per la solita mancanza di coraggio legata alla conformazione demografica di chi siede avanti alle tv, cioè un paese sempre più anziano che gode di brutto a crogiolarsi nel “squadra che vince non si cambia, la tradizione al potere!”

Ho scoperto grazie al mio amico Bibi una web serie di ragazzi/e romani molto molto bravi, una web serie con la fotografia così bella, mi spiace ma non c’era.. vincono loro! (per ora!) Sono delle puntate veramente brevissime 4 – 5 minuti al massimo, delle vere e proprie pillole, da qui il titolo: “The Pills”. La serie è comica, anche se devo dire che qualche episodio (molto ben fatto tra l’altro) non lo definirei proprio comico, anzi… Giudicate voi:

Giusto per deliziare anche dei palati fini, che non vogliono solo ridere (ci mancherebbe!), vi propongo un Clown! Non ve l’aspettavate eh? E invece si, questo bravissimo Clown Russo è un geniale inventore di spettacoli veramente incredibili… finalmente un clown che non fa solo ridere.. ma scalda anche il cuore..

Una vera Chicca

Questo post nasce da una sincera esigenza impossibilitata, dal mio essere (ancora) un perfetto impedito sul funzionamento di wordpress.

Quando aprite un blog, come questo, scoprite che ci sono delle cose molto belline che si chiamano widget. Codesti widget sono delle applicazioni che funzionano in appoggio al blog: c’è quella che ti dice quanta gente viene a leggere ‘sta roba qua (un contatore di gente che non ha molto da fare e per qualche motivo pensa che io abbia qualcosa di interessante da scrivere), c’è quello che ti incolla le foto di flickr, quello che ti rimanda i tuoi tweet etc.

Ogni dannato blogger che si rispetti, ha una lista di blog che segue, la maggior parte sono persone che conosce, altri sono dei blog che trattano argomenti che a lui/lei interessano, altre volte ancora sono dei blog di persone a dir poco geniali. Il suddetto blogger onora i propri eroi, apponendo nel suo blog una fantastica lista di blog che lui consiglia. Capita che io non abbia proprio ancora capito come si inserisca il widget dove appare la lista dei blog che ti piacciono, e siccome un blog che mi piace è di una persona che conosco, ed in più, fidatevi, è proprio una persona geniale, capite quanto mi scocci non poter mettere il suo blog al primo posto tra quelli consigliati.

Quindi ho pensato di rimediare con questo post.

Nel suo ultimo post, Costanza si occupa di limoni, cioè, non degli agrumi, ma delle pomiciate. Lo trovate qui: Ci Vuole Costanza! e dovete leggerlo subito!

Perfetto, l’avete letto? No? Se non conoscete il significato di subito andate qui: subito! e poi andate a leggervi il post della Costanza!

Ora che l’avete letto potrete capire perché, secondo me, alla sua lista mancano:

  •  Il bacio massima apertura via!: é quel bacio in cui chi ti sta baciando all’improvviso non capisce a cosa diavolo servono le labbra ed effettua questa perfetta apertura della mascella (che farebbe contento ogni dentista del mondo) e inizia a muovere la lingua a casaccio, la quale in tutto quello spazio si sente sola e impaurita.
  • Il bacio “mi piaci, ma non posso, però voglio che tu lo sappia”: è un bacio subdolo ma piacevole, è dato molto più spesso dalle donne, ma anche gli uomini possono usarlo se sono dotati di un grande ego da riempire. Il suddetto bacio è una variante semi-spinta per finto-sbaglio del bacio sulla guancia, inizia come un bacio sulla guancia, ma all’improvviso vi è questa deviazione ed atterra in una zona magica, signore e signori, l’angolo della bocca. Su questo tipo di baci vengono costruite delle confidenze un po’ colorite che passando di bocca in bocca diventano delle leggende metropolitane secondo cui il tizio “tal dei tali” ha praticamente donato orgasmi multipli con un solo bacio.
  • Il bacio action movie: non va confuso con il bacio a pennello descritto dalla Costanza, ma il risultato è più o meno lo stesso, la persone che da questi baci, si agita, si agita tantissimo, che viene quasi voglia di legarla. Chi bacia così ha visto troppi film e non ho capito la differenza tra passione e finzione, occhio rischia di cavarvi un occhio col suo naso.
  • Il bacio “fidarsi è bene non fidarsi..”: è un bacio inquietante, magari anche tecnicamente ben dato, ma se vi capita, per sbaglio (che so, magari mentre cambiate posizione) di aprire un leggermente gli occhi, vi ritrovate gli occhi sbarrati dell’altro/a che vi fissano, come a dire: “ti tengo d’occhio sai!” Ecco.. fateci un piacere, quando limonate chiudete gli occhi, non vi perderete nulla, tranquilli.

Spero che quindi seguirete il Blog della Costanza, perché lei è un autentico genio, ed in più, lei si che sa come si mettono i widget, come quello per farsi le foto! Che invidia!